Un’inchiesta non si nega a nessuno
Nel paese dell’emergenza, dove la cultura della prevenzione è pressoché inesistente, nulla abbiamo imparato dallo stupro del terremoto aquilano del 2009. Nel malmostoso burocratese fatto di leggi antisismiche, ingegneri, progettatori e amministratori delegati, mentre la terra continua a tremare sotto i piedi degli emiliani senza che nessuno possa fare nulla, la furia giustizialista ha colpito ancora.
18 AGO 20

Nel paese dell’emergenza, dove la cultura della prevenzione è pressoché inesistente, nulla abbiamo imparato dallo stupro del terremoto aquilano del 2009. Nel malmostoso burocratese fatto di leggi antisismiche, ingegneri, progettatori e amministratori delegati, mentre la terra continua a tremare sotto i piedi degli emiliani senza che nessuno possa fare nulla, la furia giustizialista ha colpito ancora. Ieri sono stati recapitati una trentina di avvisi di garanzia dalla procura di Ferrara con l’ipotesi di omicidio colposo: la procura indaga sui crolli all’Ursa di Stellata, alla Tecopress di Dosso e alle Ceramiche di Sant’Agostino che hanno causato la morte di quattro operai mentre erano al lavoro nel turno notturno il 20 maggio scorso. A Modena, invece, i magistrati indagano sui crolli causati dalla scossa del 29 maggio, che ha ucciso dodici persone. E mentre la procura si cautela, dicendo che l’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un “atto dovuto” per “individuare presunte responsabilità penali” in chi ha avuto ruoli di progettista, collaudatore, geologo, costruttore e amministratore, i nomi di tutte le persone indagate sono stati pubblicati in prima pagina. E a poco servono le dichiarazioni di autorevoli scienziati, che alludono alla responsabilità di fatto del legislatore, visto che la normativa antisismica è entrata in vigore in Italia soltanto nel 2003.
Quando nel 1941 Jeannette Rankin votò contro la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone, paragonò la guerra a un terremoto: un evento tragico in cui ci sono solo vinti. A un mese dall’inizio dell’incubo, sono ancora 13.944 le persone nei campi allestiti dalla Protezione civile e nelle strutture al coperto tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Le scosse di assestamento oltre il terzo grado della scala Richter cominciano a dare tregua, ma l’Ingv segnala ogni notte almeno una dozzina di eventi sismici con lo stesso epicentro dei due terremoti più forti del 20 e del 29 maggio. Dopodomani farà visita al campo sfollati di Mirandola il Dalai Lama, mentre Papa Benedetto XVI si recherà in Emilia il 26 giugno. E di sicuro la preghiera sarà più confortante di un freddo processo.